La mia principessa…

Nelle lunghe nottate senza sonno, spesso il nostro cervello vaga alla deriva nei meandri di noi stessi. Cosa ne emerge? Nessuno a parte noi può saperlo.

In particolare questa notte l’ho dedicata a cercare di definire il mio personaggio letterario ideale.

Da brava femminista mi sono immaginata una donna, una giovane donna, appena affacciata all’età adulta ma ancora acerba. E da altrettanto brava geek e fan di Nolan (Il cavaliere oscuro per intenderci) non poteva mancare un’infanzia triste e piena di atroci sofferenze.

Ammetto che ogni mio personaggio l’ho sempre immaginato di nobili natali… Credo che ciò derivi dai troppi cartoni animati di principesse che ho visto da bambina. Però a fianco di questa “maledizione della principessa rosa” ho sempre affiancato un carattere forte, una discreta passione per le armi e la totale assenza di quello che chiamo il “gene principessa Disney”.

Ora questo gene è particolare e consiste nella totale apatia nei confronti degli avvenimenti che si sviluppano intorno al personaggio. Passo a spiegare: prima del 1998 ogni personaggio femminile era praticamente un soprammobile messo li, con lo sguardo da triglia lessa, che aspettava di essere salvato eccetera. Sì dai tutti conoscono le i cartoni della Disney (Biancaneve è del 1937!!! Praticamente l’epoca del “Donna, schiava, pulisci e lava!” – purtroppo infelice battuta che ancora oggi gira tra i banchi di scuola).

Tornando al mio personaggio ideale, lo immagino sì di nobili natali, sì in difficoltà, ma non tanto ingenuo da aspettare che l’aiuto o la soluzione le arrivi come manna giù dal cielo. La immagino preda dei suoi demoni, delle sue paure, delle sue incertezze. La immagino anche come la peggior persona che possa esistere sulla faccia della terra: spietata, assetata di sangue e vendetta. Insomma ben lontana dalla Biancaneve tanto pura e casta, vittima degli eventi e lasciata in balia del vento come la piuma di Forrest Gump.

Forse avrò letto troppo Licia Troisi, però la mia “eroina” la immagino come una sorta di cavaliere, la cui tecnica nel combattimento supera di gran lunga chiunque. La immagino come l’unica donna all’interno di un ruolo prettamente maschile. La immagino alla guida di mille eserciti, pronta a conquistare città e interi Stati.

La immagino ingegnere, astrofisica, astronauta, presidente, sovrana…

Fisicamente ho sempre lo stesso “stereotipo”: deve avere gli occhi verdi (come i miei, che sono l’unica cosa che mi piace del mio aspetto) e i capelli rossi, lunghi (che solitamente immagino legati in una treccia rinforzata da placche di metallo per trasformare anch’essi in un’arma micidiale).

Insomma la immagino come la Talitha di Licia Troisi, illustrata da Paolo Barbieri.

Giuro che l’abbinamento occhi verdi e capelli rossi lo adoravo anche prima di scoprire Paolo Barbieri (illustratore), però la vera ispirazione della mia eroina l’ho avuta da Licia Troisi con la sua Dubhe e la sua Nihal. Però di recente anche Myra ha attirato parecchio la mia curiosità.

Ammetto che nel panorama Disney qualcosa che vagamente assomiglia al mio genere di personaggio femminile c’è…eliminato l’aspetto un po’ macabro dell’assassina spietata. In particolare apprezzo :

  • Belle (La Bella e la Bestia – 1991) per la sua passione per i libri e il suo totale disinteresse del belloccio testa di rapa (Gaston). Però mi scade un po’ sul finale preferendo la fighetta bionda alla macha bestia, però vabbè… De gustibus non disputandum est!
  • Mulan…vabbè palese… Prima “principessa” ad andare contro il sistema patriarcale impostole dalla famiglia…fa il sedere a stelle e strisce a tutto l’esercito cinese. Tanto di cappello signora!
    Però la canzoncina “Farò di te un uomo” un po’ mi disturba. Mette troppo in risalto le differenze di genere dal lato dispregiativo (donna debole, uomo forte).
  • Tiana (La principessa e il ranocchio): ragazza afro-americana che a New Orleans (e qui poteva essere anche la storia di una lucertola, mi sarebbe piaciuta comunque) lavora per mettere da parte i soldi per aprire un ristorante. Mi piace questa idea di indipendenza e al di là di come si sono svolti alla fine gli eventi, la presenza o meno del principe donnaiolo non penso abbia influito più di tanto.

Per ora mi fermo qui, il sonno finalmente è arrivato.

Magari ancora un’altra volta vi renderò partecipe delle mie fantasie pre-sonno.

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Autore: Giulia

Sono una ragazza talmente tanto poliedrica da essere difficile persino per me definirmi in qualche modo. Per ora posso dire di essere una persona pignola e criticona :) Spero però nel senso buono!

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